UTOPIA CONCRETA.
GIARDINO INCOLTO
DELLA COESISTENZA.

Dove la storia è stata distrutta, soltanto l'arte può ricostruire i piani di una memoria dispersa; solo un forte progetto culturale che sfida la morte può rendere la terra capace di portare frutti e produrre nuovi fiori  Ludovico Corrao

 In the triptych “The Garden of Earthly Delights” by Hieronymus Bosch (ca. 1500) nothing is indigenous and cultivated. The real secret of his magnificent nightmares and daydreams has still to be disclosed.

In the triptych “The Garden of Earthly Delights” by Hieronymus Bosch (ca. 1500) nothing is indigenous and cultivated. The real secret of his magnificent nightmares and daydreams has still to be disclosed.

Nel corso della storia, la Valle del Belìce è sempre stata un laboratorio di differenze, nei secoli meta di un processo migratorio costante attraverso l’alternarsi delle dominazioni: dagli antichi Greci, Arabi e Normanni, fino alle recenti migrazioni contemporanee delle popolazioni provenienti dal Nord Africa, Sud-est asiatico e Medio Oriente, che hanno arricchito e incessantemente ridefinito l’essenza della città di Gibellina e della sua popolazione. Le strade, l’architettura, i giardini, l’eredità culturale e le storie personali di Gibellina rappresentano il risultato di un sincretismo di culture che rendono la città un modello in costante evoluzione, metafora delle trasformazioni in corso in tutto il Mediterraneo e oltre.

Il giardino botanico di Gibellina Nuova, Orto Botanico, nacque come laboratorio in cui coltivare, studiare, sperimentare, mescolare le diverse specie, opere d'arte e architettura. L'Orto Botanico di Gibellina Nuova, ormai abbandonato, ha ispirato Fondazione Manifesto a osservare - accanto all'utopia urbana, all'impatto della ricostruzione e del non finito - l'idea del "giardino incolto", esplorandone la capacità di aggregare le differenze e generare vita da tutti i movimenti e flussi migratori.
I giardini incolti sono luoghi in cui forme di vita diverse si mescolano e si adattano per convivere. Spazi in cui l’impollinazione incrociata – espressione utilizzata in botanica – avviene attraverso l’incontro. Già nella Bibbia, nel giardino di Dio, l’umanità ha il compito di essere il giardiniere. Come rapportarsi oggi a un mondo mosso da reti informative invisibili, interessi privati transnazionali, intelligenza algoritmica, processi ambientali e ineguaglianze che aumentano incessantemente?
Dopo migliaia di anni, la metafora del pianeta come giardino è oggi più che mai attuale, non come spazio definito e controllabile dagli esseri umani, ma come luogo nel quale i “giardinieri” riconoscano la propria dipendenza dalle altre specie, confrontandosi in un comune sforzo di responsabilità, con i cambiamenti climatici, temporali e sociali in corso.

Belìce Atlas, lo studio urbano condotto da TRAUMA, presenta Gibellina come snodo di una vasta geografia di movimenti (di persone, capitali, merci, dati, semi, germi) molti dei quali spesso invisibili, intoccabili e fuori dal nostro controllo. Gibellina è plasmata da questi flussi e viaggi.
Gibellina è una città, un luogo in dove convergono questioni trans-territoriali cruciali, dal cambiamento climatico all'impatto concomitante del turismo e delle migrazioni. Per Fondazione Manifesto, la posizione di crocevia fra tre continenti rende Gibellina un luogo ideale per investigare alcuni dei cambiamenti più importanti del nostro tempo. Ma è anche un luogo in cui l'attuale modello di globalizzazione è contestato da nuove prospettive di impegno civile.

  Chiesa Madre  Ludovico Quaroni & Luisa Aversa, Gibellina Nuova, 1972

Chiesa Madre
Ludovico Quaroni & Luisa Aversa, Gibellina Nuova, 1972

  EPCOT Center - Spaceship Earth  Walt Disney World Resort, Florida, 1982

EPCOT Center - Spaceship Earth
Walt Disney World Resort, Florida, 1982

  Cénotaphe à Newton  Étienne-Louis Boullée, 1784

Cénotaphe à Newton
Étienne-Louis Boullée, 1784

  The Garden of Earthly Deligh  ts (detail)  Hieronymus Bosch, ca. 1500

The Garden of Earthly Delights (detail)
Hieronymus Bosch, ca. 1500

In stretta collaborazione con la comunità locale, Manifesto Gibellina Nuova intende co-abitare la città come un laboratorio per affrontare le sfide del nostro tempo, cercando le tracce di futuri possibili. In una fase di crisi della globalizzazione, Manifesto Gibellina Nuova – Dream in Progress sceglie di essere radicalmente locale, relazionandosi con la Città del Domani in tutte le sue diverse componenti.

Manifesto Gibellina – Dream in Progress ospiterà tre sezioni principali, ciascuna delle quali si farà interprete degli argomenti chiave della proposta curatoriale:

  • Archeologia del Futuro – Danni Collaterali indaga l'incompleto e le rovine nell'odierno contesto dei flussi globali.
    Venue: Ruderi di Poggioreale & Gibellina, il Grande Cretto.
  • Utopia Concreta si concentra sull'arte e l'architettura in dialogo diretto con la città di Gibellina, con le sue comunità, tradizioni e spazi pubblici. Questo dialogo è incarnato e moltiplicato in vari progetti che rafforzano l'impegno della comunità e la bellezza della ricostruzione e dello sviluppo attraverso collaborazioni e interventi pubblici nel centro e nella periferia della città.
    Utopia Concreta parte dalle opportunità esistenti nel centro e nella periferia di Gibellina Nuova per sviluppare ulteriormente i piani esistenti che sono rimasti bloccati per qualche motivo e non sono stati pienamente realizzati. Le collaborazioni produttive possono fungere da catalizzatore e possibilmente estendersi a iniziative future e a lungo termine a Gibellina.
    Venue: Gibellina Nuova.
  • Giardino Incolto della Coesistenza - Il Terzo Paesaggio esplora l'arte, la vita vegetale e la cultura del giardinaggio in relazione ai beni comuni transnazionali nell'Orto Botanico di Gibellina Nuova.
    Venue: Orto Botanico, Gibellina Nuova.
   Orto Botanico , Gibellina Nuova, 2018

 Orto Botanico, Gibellina Nuova, 2018

 

Il Terzo Paesaggio - un frammento indeterminato del Giardino Planetario - designa la somma dello spazio lasciato dall'uomo all'evoluzione del paesaggio - alla sola natura. Sono inclusi in questa categoria i siti urbani o rurali abbandonati, gli spazi di transizione, i terreni trascurati [...], le aree non coltivabili, i deserti. Rispetto ai territori sottoposti al controllo e allo sfruttamento da parte dell'uomo, il Terzo Paesaggio costituisce un'area privilegiata di ricettività per la biodiversità. Città, aziende agricole e aziende forestali, siti dedicati all'industria, al turismo, all'attività umana, aree controllate e chiuse che permettono la biodiversità e, a volte, la escludono totalmente. La varietà di specie in un campo, in una terra coltivata o in una foresta gestita è più bassa rispetto a quella di uno spazio "incustodito" limitrofo. Da questo punto di vista, il Terzo Paesaggio può essere considerato la riserva genetica del pianeta, lo spazio del futuro.

— Gilles Clément